Le macchine oggi sanno rispondere, sintetizzare, confrontare, argomentare. Ma quando il compito si allunga, quando le decisioni si accumulano, quando un vincolo pronunciato all'inizio deve continuare a valere molte pagine dopo, qualcosa si spezza. Non manca soltanto informazione. Manca il filo.Agens in fabula nasce da questa frattura. Il libro propone una tesi radicale: per capire davvero gli agenti artificiali non basta parlare di memoria, contesto, strumenti e pianificazione come problemi separati. Bisogna osservarli come momenti di una stessa dinamica narrativa, in cui gli eventi vengono selezionati, compressi, ordinati, ricordati, raccontati e trasformati in azione.Attraversando Aristotele, i formalisti russi, Genette e la narratologia cognitiva, il volume costruisce un lessico nuovo per l'intelligenza artificiale: fabula, intreccio, voce, identità operativa, continuità intenzionale, straniamento. Ne emerge una proposta teorica e insieme architetturale: un agente non fallisce soltanto perché ignora; fallisce quando perde la consistenza della storia in cui sta agendo.Al centro del libro sta allora una domanda decisiva: come può un sistema attraversare il tempo senza dissolversi in una sequenza di risposte locali?La risposta prende forma in una teoria della continuità e culmina nel modello WATER, il ciclo attraverso cui il mondo diventa rappresentazione e la rappresentazione torna a orientare l'azione: una grammatica della compressione e della decompressione, del rapporto tra realtà, memoria e racconto.Agens in fabula è un saggio per chi progetta agenti, per chi studia l'intelligenza e per chi sa che nessuna risposta, da sola, basta ancora a fare una storia.
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