La coltura dell'okra [Abelmoschus esculentus (L.) Moench] è soggetta all'attacco di oltre 30 specie di insetti nocivi. Gli insetti succhiatori aspirano la linfa dalle foglie tenere, mentre le larve di E. vittella, note come "trivellatori dei germogli e dei frutti", perforano i germogli in crescita durante la fase vegetativa iniziale e, nella fase riproduttiva, si spostano sui boccioli floreali e sui frutti. I pesticidi vengono generalmente applicati con frequenza per ottenere baccelli sani. Inoltre, l'uso di pesticidi chimici comporta conseguenze negative quali lo sviluppo di resistenze, la ricomparsa dei parassiti, la comparsa di parassiti secondari, la tossicità per la fauna non bersaglio, lo squilibrio nell'equilibrio naturale tra la popolazione dei parassiti e quella dei nemici naturali e l'inquinamento ambientale. La diffusione capillare di questi problemi legati ai parassiti rappresenta una delle critiche più gravi mosse all'attuale tecnologia di controllo dei parassiti. Alla luce dei fatti sopra esposti, si è individuata la necessità di sviluppare approcci ecocompatibili, ovvero un programma di gestione integrata dei parassiti (IPM), in cui tutte le tecniche di controllo dei parassiti disponibili, praticabili, economiche e compatibili vengano implementate in modo sistematico in un unico programma unificato che causi effetti negativi minimi o nulli sull'ambiente, compresa la fauna e la flora non bersaglio.
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