Che cosa accade quando il tifo smette di essere soltanto passione e diventa una forma del popolo? La storia del Boca Juniors può essere letta come la lunga costruzione di questa possibilità. Nato nella Buenos Aires di inizio Novecento, dentro un quartiere portuario segnato da immigrazione, lavoro, precarietà e culture popolari, il club attraversa professionalizzazione, trasformazioni urbane, dittature, democrazia e globalizzazione fino a diventare uno dei simboli più riconoscibili del calcio mondiale. Ma una folla che canta non basta a spiegare il Boca. Bisogna comprendere come una moltitudine possa riconoscersi come comunità. Un quartiere può diventare origine. Uno stadio può diventare memoria. Un colore può diventare appartenenza. Un rivale può diventare l'altro attraverso cui definire se stessi. E una partita può assumere la forma di un rito. Da La Boca alla Bombonera, da Maradona a Riquelme e Palermo, da Carlos Bianchi alle grandi notti di Copa Libertadores, il volume ricostruisce uomini, luoghi e momenti attraverso cui Boca ha trasformato una storia locale in un mito globale. Non un "club del popolo" per natura, ma una comunità costruita nel tempo attraverso immigrazione, simboli, rivalità, memoria, vittorie e sconfitte. Il Superclásico mostra allora che nessuna identità nasce da sola. Boca diventa Boca anche attraverso River: il rivale necessario, l'alterità che rende visibile il "noi" e che, proprio per questo, non può essere ridotta a nemico assoluto. Cinque partite condensano questa storia: il Superclásico del 1913, Real Madrid 2000, Palmeiras 2000, Milan 2003 e la finale di Libertadores contro River del 2018. Alterità, consacrazione, fede, universalità, esilio. Ma la passione possiede anche un lato oscuro. Barras bravas, violenza, potere, esclusione e interessi economici impediscono di trasformare il popolo in una figura innocente. Intanto il Boca globale porta La Boca nel mondo e il mondo dentro La Boca. La Bombonera diventa icona, destinazione, esperienza da cercare e da consumare. Può un club appartenere a milioni di persone senza perdere il luogo dal quale proviene? Infine Rancière, Durkheim, Eliade, Canetti e Nietzsche aiutano a interrogare popolo, rito, mito, massa, passione e alterità. Ultimo volume di Filosofia del pallone, questo libro conduce così alla domanda che attraversa l'intera collana: che cosa rende possibile una comunità senza trasformare la sua identità in un'essenza? Il problema non è quanto intensamente una comunità ami se stessa, ma se riesca ad amarsi senza negare l'esistenza dell'altro.
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