Complici silenziosi e vittime sotto mentite spoglie: Rappresentazioni della violenza strutturale nella letteratura sudafricana

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Bol A quasi un quarto di secolo dall'abolizione dell'apartheid, i crimini violenti e il timore che essi suscitano continuano ad affliggere il Sudafrica. Fino a buona parte del XX secolo, il canone letterario del Paese si è concentrato principalmente sulla rappresentazione della violenza interrazziale, suggerendo che i bianchi fossero gli unici bersagli della violenza inflitta da 'selvaggi malvagi'. Negli ultimi settant'anni, tuttavia, questa concezione è stata messa in discussione da scrittori che hanno attribuito sempre più spesso la "criminalità indigena" alla violenza strutturale (istituzionalizzata) e hanno descritto i trasgressori indigeni come vittime sotto mentite spoglie. Basandosi su cinque testi letterari, tra cui il romanzo di Paton "Piangi, amato paese", l'autobiografia di Mphahlele "Down Second Avenue", il racconto di Matthews "The Park", l'opera teatrale di Fugard "My Children! My Africa!" e il romanzo di Coetzee "Disgrace", questo libro mira a svelare l'origine della criminalità violenta nell'odierno Sudafrica. Una prima descrizione del "triangolo della violenza" di Galtung, che discute tre forme di violenza (violenza diretta, strutturale e culturale), funge da fondamento teorico per l'analisi letteraria, sulla base della quale verrà esplorata la causalità del crimine.

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A quasi un quarto di secolo dall'abolizione dell'apartheid, i crimini violenti e il timore che essi suscitano continuano ad affliggere il Sudafrica. Fino a buona parte del XX secolo, il canone letterario del Paese si è concentrato principalmente sulla rappresentazione della violenza interrazziale, suggerendo che i bianchi fossero gli unici bersagli della violenza inflitta da 'selvaggi malvagi'. Negli ultimi settant'anni, tuttavia, questa concezione è stata messa in discussione da scrittori che hanno attribuito sempre più spesso la "criminalità indigena" alla violenza strutturale (istituzionalizzata) e hanno descritto i trasgressori indigeni come vittime sotto mentite spoglie. Basandosi su cinque testi letterari, tra cui il romanzo di Paton "Piangi, amato paese", l'autobiografia di Mphahlele "Down Second Avenue", il racconto di Matthews "The Park", l'opera teatrale di Fugard "My Children! My Africa!" e il romanzo di Coetzee "Disgrace", questo libro mira a svelare l'origine della criminalità violenta nell'odierno Sudafrica. Una prima descrizione del "triangolo della violenza" di Galtung, che discute tre forme di violenza (violenza diretta, strutturale e culturale), funge da fondamento teorico per l'analisi letteraria, sulla base della quale verrà esplorata la causalità del crimine.


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Merk Edizioni Sapienza
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  • 9786209865299
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