Questo libro sostiene che "L'agente segreto" di Joseph Conrad sia una critica all'ideologia capitalista e borghese, suggerendo che il degrado e la corruzione presenti nel romanzo non siano il risultato di fallimenti individuali, bensì delle contraddizioni materiali del tardo capitalismo. Lo studio prende le mosse da letture incentrate sulla tragedia dei personaggi e pone tre domande. In che modo "L'agente segreto" descrive il modo in cui le strutture economiche capitalistiche plasmano e distorcono le relazioni umane? In che modo la visione del decadimento presentata nel romanzo riflette le contraddizioni ideologiche prodotte dalla società borghese? Perché "L'agente segreto" descrive il capitalismo come intrinsecamente autodistruttivo? Una lettura neomarxista che attinge alle idee dell'egemonia culturale di Gramsci, degli apparati ideologici di Stato di Althusser e della cultura dell'autonegazione di Adorno rivela come il desiderio di Verloc di ottenere la rispettabilità borghese minacci la sua stessa coscienza, come gli anarchici siano solo prodotti del sistema contro cui si ribellano e come il destino di Winnie mostri la tendenza del capitalismo a ridurre le relazioni a semplici transazioni. In definitiva, Conrad presenta il capitalismo come un sistema autodistruttivo che preclude le relazioni umane autentiche.
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