Tra il 2003 e il 2009, la Corte costituzionale colombiana ha cercato di delineare i contorni della dottrina della 'sostituzione costituzionale' e di definire la metodologia che la Corte avrebbe dovuto applicare ogni volta che esaminava un emendamento costituzionale. Tuttavia, la sentenza C-588 del 2009 della Corte ha indebolito la coerenza interna della dottrina, innalzato il livello di scrutinio del criterio di sostituzione e ampliato la portata della giurisdizione della Corte. Con tale pronuncia, la Corte ha di fatto eliminato ogni limitazione al controllo degli aspetti sostanziali di un emendamento costituzionale, riesaminando invece la riforma impugnata come se si trattasse di una disposizione di rango inferiore, una pratica contro la quale la Corte stessa aveva messo in guardia fin dal 2003. Pertanto, in base alla teoria della 'sostituzione' della Carta, la Corte ha ampliato in modo significativo l'ambito della propria giurisdizione nel controllo degli emendamenti costituzionali, ribaltando l'interpretazione tradizionale dell'articolo 241 della Carta. Considerato il contesto politico dell'epoca, queste sentenze hanno sollevato questioni interessanti riguardo ai limiti del controllo giurisdizionale sugli emendamenti costituzionali in Colombia e, di conseguenza, ai limiti del costituente secondario nella modifica della Carta.
AmazonPagina's: 148, Paperback, Edizioni Sapienza
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