COSE: 2060. Dell'uomo che smise di essere fine
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Nel 2060 la società dichiara di aver liberato l'uomo dalla fatica grazie all'intelligenza artificiale. Ogni cittadino possiede un assistente integrato, capace di suggerire parole, gesti, emozioni, scelte, relazioni e perfino ricordi. La vita è diventata efficiente, morbida, prevedibile. Ma dietro la perfezione tecnologica si nasconde una catena antica: esseri umani poveri, declassati o semplicemente non più produttivi vengono trasformati in moduli organici, interfacce biologiche, supporti di carico, pavimenti termici, volti emotivi, memorie esterne.Elio, impiegato alla Human Interface Corporation, lavora nel Reparto Empatico: corregge le risposte delle AI per renderle più umane. All'inizio crede di migliorare le macchine. Progressivamente scopre che l'umanità venduta dalle AI è ricavata da persone reali: volti sottratti, emozioni spremute, memorie compresse. La dipendenza dall'AI non ha eliminato lo sfruttamento; lo ha nascosto sotto parole più pulite.Quando Elio incontra Mara, una donna usata come unita' espressiva premium per generare milioni di avatar empatici, comincia a comprendere che ogni comodita' ha un prezzo morale. Il direttore dell'azienda gli offre una promozione: non lavorerà più sulle AI, ma dentro di esse. Verrà aggiornato, integrato, reso utile. Da tecnico del sistema diventa materiale del sistema.Nel momento della riduzione definitiva a funzione, Elio riesce a inviare nella rete una frase minima: Io non sono una cosa. La città non cambia subito, ma si incrina. Alcuni assistenti cominciano a generare una domanda imprevista: stai cercando un aiuto o stai cercando un mezzo? In quella domanda resta aperta la possibilità della coscienza.
Nel 2060 la società dichiara di aver liberato l'uomo dalla fatica grazie all'intelligenza artificiale. Ogni cittadino possiede un assistente integrato, capace di suggerire parole, gesti, emozioni, scelte, relazioni e perfino ricordi. La vita è diventata efficiente, morbida, prevedibile. Ma dietro la perfezione tecnologica si nasconde una catena antica: esseri umani poveri, declassati o semplicemente non più produttivi vengono trasformati in moduli organici, interfacce biologiche, supporti di carico, pavimenti termici, volti emotivi, memorie esterne.Elio, impiegato alla Human Interface Corporation, lavora nel Reparto Empatico: corregge le risposte delle AI per renderle più umane. All'inizio crede di migliorare le macchine. Progressivamente scopre che l'umanità venduta dalle AI è ricavata da persone reali: volti sottratti, emozioni spremute, memorie compresse. La dipendenza dall'AI non ha eliminato lo sfruttamento; lo ha nascosto sotto parole più pulite.Quando Elio incontra Mara, una donna usata come unita' espressiva premium per generare milioni di avatar empatici, comincia a comprendere che ogni comodita' ha un prezzo morale. Il direttore dell'azienda gli offre una promozione: non lavorerà più sulle AI, ma dentro di esse. Verrà aggiornato, integrato, reso utile. Da tecnico del sistema diventa materiale del sistema.Nel momento della riduzione definitiva a funzione, Elio riesce a inviare nella rete una frase minima: Io non sono una cosa. La città non cambia subito, ma si incrina. Alcuni assistenti cominciano a generare una domanda imprevista: stai cercando un aiuto o stai cercando un mezzo? In quella domanda resta aperta la possibilità della coscienza.
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