Cosa accade quando il segno cede il posto alla "macchina"? Questo saggio spiega, in modo rigoroso e al tempo stesso accessibile, cosa siano lo strutturalismo di origine saussuriana - tentativo di leggere il linguaggio e il mito, la letteratura e il cinema, l'inconscio, le scienze sociali e il funzionamento del capitalismo, come sistemi di regole capaci di rendere conto di tutto quanto accade - e il macchinismo di Félix Guattari, emerso per superare i limiti del primo, come pensiero che rompe la struttura fissa e determinante per aprirla al desiderio, alla produzione e al mutamento nel rizoma, offrendo una chiave per leggere processi emergenti e destrutturanti che una struttura statica fatica a comprendere e spiegare. Il percorso attraversa Saussure e Jakobson, Lévi-Strauss e Barthes, Lacan e Metz, Pasolini e Deleuze, Kelsen, Hart e Luhmann, per arrivare alle tesi di Derrida, Foucault, Althusser, e naturalmente di Guattari-Deleuze. >La tesi conclusiva - seppur dinamica - è che struttura e macchina, fatte lavorare insieme anziché in opposizione, conservino ancora oggi - a seconda degli eventi - una forte capacità di orientare lo sguardo delle scienze umane e di spiegare le dinamiche produttive e riproduttive del campo sociale, anche contemporaneo.
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