Questo lavoro esamina come l'applicazione dei diritti umani sia spesso determinata - non da principi morali universali - ma dal potere politico. Si sostiene che, mentre i quadri internazionali in materia di diritti umani proclamano uguaglianza e imparzialità, nella pratica gli Stati più potenti applicano o ignorano selettivamente tali standard per servire i propri interessi strategici. Le nazioni più deboli, al contrario, sono più soggette a controlli, interventi o sanzioni.L'analisi mette in luce le disuguaglianze strutturali all'interno delle istituzioni globali, rivelando come l'influenza politica, il dominio economico e le alleanze geopolitiche minino un'applicazione coerente dei diritti umani. In definitiva, lo studio invoca un sistema internazionale più giusto ed equilibrato, in cui la responsabilità non sia determinata dal potere, ma da un impegno autentico nei confronti della dignità umana e della giustizia universale.
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