In questo saggio, Roberto Barreca conduce un'analisi estetica dei concerti per pianoforte di Camille Saint-Saëns adottando il metodo fenomenologico husserliano, validato dal metodo psicoterapico psicoanalitico dell'ascolto del proprio vissuto mentre si è in ascolto, applicato all'opera in funzione estetica. I dati della partitura e del contesto storico-stilistico restano sullo sfondo, per lasciare emergere, concerto per concerto, movimento per movimento, la regione estetica propria di ciascun brano: dal dialogo tra uomo e natura del primo concerto, alla domanda sulla grazia costruita con sforzo nel secondo, dalle immagini ipnagogiche del sonno nel terzo, alla metafisica del quotidiano nel quarto, fino alla funzione proiettiva dell'esotismo nel quinto.Nelle conclusioni l'Autore propone, senza darle risposta definitiva, l'ipotesi di un'estetica del futile in Saint-Saëns, lasciando volutamente sospesa l'alternativa fra una sua lettura in chiave storica, sul disfacimento imminente, e una in chiave fenomenologica, quale ontologia della giovinezza, nella convinzione che non sia necessario, né forse possibile, scegliere fra le due.Roberto Barreca è musicista, filosofo, psicologo e psicoanalista.
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