Descrizione: Questo libro nasce da un'urgenza silenziosa, dal bisogno di dare voce a chi, nel rumore della quotidianità scolastica, spesso non viene ascoltato. Non è un atto d'accusa verso un sistema o verso singole figure, ma un appello sincero all'attenzione, alla cura, alla responsabilità.Attraverso gli occhi di Luca, un bambino di dieci anni con un Disturbo Specifico dell'Apprendimento, vogliamo accendere un riflettore su ciò che la scuola è e su ciò che potrebbe essere. Emergono fragilità, errori, mancanze, ma soprattutto possibilità la possibilità di cambiare prospettiva, di rallentare, di osservare con gli occhi del cuore.La scuola dovrebbe essere il luogo in cui ogni bambino si sente al sicuro, accolto, valorizzato per quello che è. Quando questo non accade, il danno non è solo didattico, ma profondamente umano, e lascia cicatrici che possono durare una vita.Questo racconto è un invito a mettersi in ascolto, a riflettere, a rimettere al centro la persona prima del programma, il bambino prima del voto. È un'occasione per ripensare collettivamente il senso stesso dell'educare.Con gratitudine per chi, ogni giorno, con fatica e amore, cerca di costruire ponti.Autore: Tomei Felice è un padre di un bambino DSA, non un educatore, che lotta ogni giorno contro la scuola e le istituzioni per vedere i diritti di suo figlio e degli altri rispettati ed applicati.
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