E se il barbiere fosse l'unico uomo che non può radersi? Da questa semplice contraddizione nasce un universo narrativo in cui la logica smette progressivamente di essere uno strumento per comprendere la realtà e diventa una trappola. Un barbiere che scopre di essere il proprio cliente. Un rasoio che cancella i nomi delle persone. Un cimitero dove i morti continuano a farsi crescere la barba. Una clinica che promette di eliminare la vecchia identità dei pazienti. Un ospedale con una stanza che non esiste. Un Dio che ha bisogno di un barbiere. E un uomo che scopre, troppo tardi, che dietro ogni volto potrebbe esserci un altro barbiere. Ventisei racconti neri, assurdi e allucinatori costruiti intorno al celebre paradosso del barbiere associato a Bertrand Russell. Ma qui la logica non serve a risolvere il paradosso. Serve a precipitarci dentro. Le storie attraversano l'assurdo, l'incubo, la paranoia e il grottesco, trasformando un problema della teoria degli insiemi in una macchina narrativa capace di mettere in crisi identità, memoria, realtà e libero arbitrio. Ogni racconto sembra iniziare in un mondo riconoscibile e finisce qualche passo più in là, in un luogo dove le regole non sono più affidabili e le domande sono molto più pericolose delle risposte. Chi rade il barbiere? La domanda sembra semplice. Il problema è che, una volta iniziato a cercare la risposta, potrebbe non esserci più nessuno di cui fidarsi.
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