Quando è scomparso il conflitto sociale? E soprattutto: è davvero scomparso oppure ha semplicemente cambiato volto? Per decenni le democrazie occidentali si sono sviluppate attorno a un equilibrio fragile ma straordinariamente efficace: da una parte il capitale, dall'altra il lavoro, nel mezzo una politica capace di trasformare tensioni e differenze in crescita, diritti e benessere diffuso. Da quel confronto nacquero la classe media, i sistemi di welfare, l'espansione dei diritti sociali e una delle stagioni di maggiore prosperità della storia europea. Ma qualcosa è cambiato. La globalizzazione, la finanza, la delocalizzazione produttiva, la crisi dei grandi partiti di massa e l'indebolimento dei sindacati hanno lentamente modificato il rapporto tra economia, società e democrazia. Le masse lavoratrici hanno progressivamente perso rappresentanza, il lavoro è diventato più fragile, le disuguaglianze sono aumentate e il futuro ha iniziato a sembrare meno sicuro. In questo libro Solis Pax accompagna il lettore in un viaggio che parte dall'Europa del dopoguerra e arriva fino alle grandi sfide del presente: la crisi economica permanente, la frammentazione sociale, la perdita di fiducia nelle istituzioni, il ritorno delle tensioni collettive e l'impatto dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti sul futuro del lavoro e della società. Un'analisi che intreccia storia, economia, politica e trasformazioni culturali per porre una domanda fondamentale: chi controllerà la ricchezza prodotta dall'automazione e le nuove tecnologie ? Un saggio che non si limita a osservare i cambiamenti del nostro tempo, ma invita a riflettere su una delle questioni più importanti del XXI secolo: come costruire una società nella quale il progresso non diventi il privilegio di pochi ma rimanga una possibilità condivisa da tutti.
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