In due dei suoi romanzi, "L'urlo e il furore" (1929) e "Mentre morivo" (1930), William Faulkner descrive in modo molto simile il declino culturale moderno di due famiglie del Sud. Questa manifestazione palese di 'fallimento culturale' sembra trovare un parallelo in alcune delle scoperte di Sigmund Freud contenute in quattro dei suoi cosiddetti 'scritti culturali', ovvero 'Totem e tabù' (1912-13), 'Psicologia delle masse e analisi dell'Io' (1921), 'Il futuro di un'illusione' (1927) e 'La civiltà e i suoi malcontenti' (1930). Possiamo parlare di una possibile influenza del grande pensatore viennese sullo scrittore del Sud degli Stati Uniti? E condividono forse qualche visione comune sull'apparente stato di depravazione di questa società moderna del dopoguerra?
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