IL DOLORE NELLA MATERIA: Tu che senti troppo
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Il dolore nella materia Tu che senti troppoQuesto libro non spiega il dolore. Non lo analizza. Non lo cura.Lo trasforma.Il dolore nella materia nasce da un gesto artistico: spostare ciò che è umano, fragile, esposto, eccessivo fuori dalla biografia e dentro una forma. Nel Matericismo, il dolore non è un sintomo e non è un problema da risolvere. È materia viva, che può essere lavorata come si lavora una superficie: con attenzione, con rispetto, sapendo quando fermarsi.Se senti troppo, non è perché c'è qualcosa che non va. È perché una parte di ciò che vivi non ha ancora trovato una forma capace di reggerla.Questo libro non è un manuale, non è una terapia, non è un percorso di guarigione. È un'opera.Una scrittura che tratta l'esperienza umana come materiale artistico: il dolore, la tenerezza, il perdono, il limite non vengono spiegati, ma trasposti. Qui l'umano non viene corretto né migliorato: viene reso presente.Le pagine attraversano temi come: - la sensibilità come materia esposta- la tenerezza come gesto di coraggio- il perdono come lavoro che ha una fine- il rifiuto del sacrificio infinito- il diritto di fermarsi prima di rovinare l'operaNon come concetti, ma come processi artistici.Questo libro non chiede identificazione psicologica. Non chiede empatia. Non chiede comprensione.Chiede presenza.Se cerchi risposte, tecniche o soluzioni, qui non le troverai. Se invece senti troppo e riconosci il bisogno di trasformare ciò che vivi in qualcosa che possa stare nel mondo senza consumarti, questo libro può accompagnarti.Non per guarire. Per fare forma.
Il dolore nella materia Tu che senti troppoQuesto libro non spiega il dolore. Non lo analizza. Non lo cura.Lo trasforma.Il dolore nella materia nasce da un gesto artistico: spostare ciò che è umano, fragile, esposto, eccessivo fuori dalla biografia e dentro una forma. Nel Matericismo, il dolore non è un sintomo e non è un problema da risolvere. È materia viva, che può essere lavorata come si lavora una superficie: con attenzione, con rispetto, sapendo quando fermarsi.Se senti troppo, non è perché c'è qualcosa che non va. È perché una parte di ciò che vivi non ha ancora trovato una forma capace di reggerla.Questo libro non è un manuale, non è una terapia, non è un percorso di guarigione. È un'opera.Una scrittura che tratta l'esperienza umana come materiale artistico: il dolore, la tenerezza, il perdono, il limite non vengono spiegati, ma trasposti. Qui l'umano non viene corretto né migliorato: viene reso presente.Le pagine attraversano temi come: - la sensibilità come materia esposta- la tenerezza come gesto di coraggio- il perdono come lavoro che ha una fine- il rifiuto del sacrificio infinito- il diritto di fermarsi prima di rovinare l'operaNon come concetti, ma come processi artistici.Questo libro non chiede identificazione psicologica. Non chiede empatia. Non chiede comprensione.Chiede presenza.Se cerchi risposte, tecniche o soluzioni, qui non le troverai. Se invece senti troppo e riconosci il bisogno di trasformare ciò che vivi in qualcosa che possa stare nel mondo senza consumarti, questo libro può accompagnarti.Non per guarire. Per fare forma.
AmazonPagina's: 132, Paperback, Independently published
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