Nel dicembre 2007, nella sua "Risoluzione sulla salvaguardia della sovranità, dell'integrità territoriale e dell'ordine costituzionale della Repubblica di Serbia", l'Assemblea nazionale serba dichiarava la neutralità militare del Paese rispetto alle alleanze esistenti. Tuttavia, data la sua posizione geostrategica a livello regionale e il suo potenziale ruolo nei contesti geopolitici euro-atlantico e russo, la Serbia potrebbe essere chiamata a chiarire il proprio posizionamento strategico nello scacchiere balcanico. Tanto più che dal gennaio 2014 Belgrado sta negoziando con Bruxelles la propria adesione all'Unione europea. È quindi altamente probabile che la Russia, da un lato, e la NATO e l'UE, dall'altro, tentino in futuro di attirare definitivamente questo Paese nelle rispettive sfere d'influenza. La Serbia si troverebbe così costretta a porre fine al suo eterno dilemma tra Est e Ovest. Infatti, nel corso della sua storia, questo Paese ha sempre oscillato tra le varie potenze presenti nei Balcani, cercando al contempo di difendere al meglio i propri interessi nazionali. Quale potrebbe quindi essere il futuro strategico della Serbia?
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