Cinque giorni prima di Natale, Giulio e Anna salgono verso Valdombra, un paese di poche case in Trentino dove lei è nata e dove lui non è mai stato. In macchina viaggia con loro un silenzio che dura da mesi: due persone che si vogliono bene e che hanno perso la parola giusta senza sapere dove. Giulio è un cuoco di città, uno che sa tenere in piedi una cucina da duecento coperti e che davanti alla soglia di casa d'altri si sente sotto esame. Lassù trova un paese che parla poco e dice sempre quello che serve: un emporio aperto dal 1968 che sa esattamente cosa manca in ogni casa, un cane senza padrone che decide chi può passare, istruzioni apparentemente assurde da eseguire senza chiedere perché, e il quaderno di una nonna che alle ricette non scriveva istruzioni, scriveva lettere. Un bottegaio gli dice che per la vigilia gli servirà il latte munto di sera, non quello di mattina, perché è più fermo. Giulio non capisce, e non chiede. C'è un modo giusto di accendere un fuoco, di girare una patata, di lasciare qualcosa davanti a una porta e non restare a guardare. Nessuno lo spiega. Si impara restando. Il latte di sera è un romanzo sulle case che riconoscono le persone, sui paesi che tengono i conti in un registro che non è di questo mondo, e su tutto quello che si può dire cucinando per qualcuno.
AmazonPagina's: 116, Paperback, Independently published
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