"Il linguaggio dei trasgressori" esplora il modo in cui il linguaggio plasma la comprensione del crimine, dei rei, delle vittime e della giustizia. Attingendo all'analisi critica del discorso, alla linguistica dei corpora, alla linguistica forense, alla linguistica cognitiva e alla criminologia narrativa, il volume sostiene che il crimine non sia solo un fenomeno giuridico o sociale, ma anche linguistico. L'opera esamina come la figura del reo venga costruita attraverso la cronaca mediatica, il discorso giuridico, i social media, la letteratura e la comunicazione istituzionale, rivelando l'influenza del linguaggio sulla percezione di colpevolezza, responsabilità, identità e potere. Il libro indaga il ruolo del discorso nei processi di etichettamento, stigmatizzazione e controllo sociale, nonché nell'autopresentazione dei rei e nelle narrazioni delle vittime. Attraverso l'analisi dei sistemi di giustizia penale, del linguaggio processuale, dell'informazione giornalistica, delle narrazioni dei rei e della comunicazione digitale, viene dimostrato come le scelte linguistiche riflettano e riproducano le ideologie sociali. Il testo affronta inoltre le applicazioni pratiche nell'ambito della linguistica forense, dell'attribuzione della paternità testuale e della profilazione dei rei, oltre a sfide emergenti quali i discorsi sul crimine generati dall'intelligenza artificiale e la comunicazione criminale online.
AmazonPagina's: 488, Paperback, Edizioni Sapienza
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