Un terzo dell'umanità lo ospita. La metà, secondo l'OMS. E non lo sa. "Il Passeggero" comincia dove la scienza si ferma e comincia l'orrore: nella foresta dove un fungo parassita trasforma una formica in un cadavere vivente appeso a testa in giù, sempre alla stessa ora, sempre alla stessa altezza dal suolo. Da lì il romanzo scende, un organismo dopo l'altro, fino al più comune di tutti: il Toxoplasma gondii, trasmesso da un gatto qualunque, addormentato in una cisti nel cervello di miliardi di persone. Howard è uno di loro. Un uomo qualunque, un matrimonio qualunque, un gatto salvato da sotto un cassonetto un sabato di ottobre. Sette anni di silenzio biologico, poi una lettera di licenziamento, poi qualcosa che comincia a muoversi dietro la sua fronte. Non un'invasione che si sente come tale, ma pensieri che restano, insopportabilmente, i suoi. Sua moglie lo osserva sgretolarsi una sera alla volta. Una patologa comincia a cercare altri come lui e li trova, sparsi per il mondo, in numero sufficiente a farle sospettare che quello che è successo ad Howard non sia un'eccezione, ma la punta visibile di qualcosa che nessuno strumento scientifico è mai stato costruito per misurare. Un romanzo scritto in una prosa cut-up e ossessiva, un saggio che si trasforma in incubo, un incubo che si allarga in domanda collettiva. Non un mostro che arriva dall'esterno. Qualcosa che è già dentro, che aspetta da millenni. Potrebbe già essere successo, in questo momento, a qualcuno seduto accanto a te.
Prijshistorie
* Prijshistorie bevat geen data van Amazon, Amazon Marketplace.
Prijzen voor het laatst bijgewerkt op: