Giuseppe Conte racconta dei suoi tanti viaggi, lui che forse è il più itinerante dei nostri poeti contemporanei, e in fondo tutta la sua poesia ha a che fare con il viaggio. 'I miei viaggi sono sempre stati un lasciarmi alle spalle qualcosa, ma nella convinzione che il bello dovesse ancora venire [...] Erodoto chiamava questi viaggiatori "filo-barbari", cioè quelli che amano ciò che devono raggiungere, coloro che, rispetto al punto di partenza, amano di più il punto d'arrivo...' (Giuseppe Conte). Prefazione di Nicola Bultrini.
AmazonPagina's: 170, Paperback, Edizioni della Meridiana
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