Questa tesi esplora il riassetto geopolitico e di sicurezza del Sahel centrale attraverso l'Alleanza degli Stati del Sahel (AES), che riunisce Mali, Burkina Faso e Niger. Rompendo con i quadri post-coloniali e con le potenze occidentali, in particolare Francia e Stati Uniti, l'AES sta cercando di imporre una dottrina sovrana basata su partenariati alternativi, guerra ibrida (guerra cibernetica, operazioni psicologiche) e unità panafricana. Rivisitando l'eredità strategica pre-coloniale e le forme di resilienza militare, lo studio mostra come questi Stati stiano rivitalizzando logiche di difesa endogene. Attraverso la lotta al terrorismo, l'analisi esamina le dimensioni ibride, la natura porosa dei confini, l'ascesa delle operazioni psicologiche e la manovrabilità della cibernetica. L'analisi esamina anche i partenariati: dopo l'erosione del legame con la Francia, l'avvicinamento alla Russia solleva questioni di dipendenza, sovranità ed equilibrio strategico. Infine, l'impatto del terrorismo sul Marocco, hub strategico antiterrorismo e protagonista di una nuova architettura economica e di sicurezza africana.
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