L'Italia del Novecento La porta dell'ade sul Conero

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Bol Arriva una storia completa della base NATO del monte Conero. Rispetto alle prime versioni di questa inchiesta (La porta dell'ade), non si tratta più tanto di un giallo dai contorni oscuri, quanto di un'analisi geopolitica (parola molto in voga) del progetto militare del Conero, con un percorso che è risultato coerente dall'inizio alla fine. Non ci si muove più, ormai, su ipotesi, bensì sulle molte certezze ricavate dal ritrovamento dei documenti cecoslovacchi. L'ossatura del testo può essere rappresentata dagli articoli del Carlino del 1984, perché, a ben guardare, nell'inchiesta come nella storia stessa dell'area militare si ritrova quella connessione tra missili e brigate rosse, ossia un inedito scontro, o incontro, tra militari e terrorismo che fu ipotizzato per la prima volta dal vice-caporedattore del Resto del Carlino di Ancona, Alfredo Mattei, e di conseguenza dalle sue fonti: i carabinieri che indagarono sul caso Guanti, esponente dei Verdi che poi fu assolto con formula piena. Certamente siamo lontani dallo scrivere la parola fine su questo argomento, perché la base del Conero è un ottimo punto di partenza per allargare l'analisi in più direzioni: sia verso il terrorismo degli anni di piombo e i suoi veri mandanti politici, sia verso la sempre più probabile interconnessione tra il mondo militare della guerra fredda e la direzione strategica delle Brigate Rosse, della quale la colonna marchigiana appare sempre più come elemento centrale. Sotto il profilo politico vanno sottolineati, altresì, alcuni aspetti importanti. Dalla presente rielaborazione dell'analisi emerge sostanzialmente un'incompatibilità tra il Parco del Conero e l'area militare e quindi non può non essere presente nel testo una critica implicita verso chi volle far nascere il parco nel 1987 (il PCI, nel caso specifico), pur sapendo che pochi anni prima in città si parlava di missili e armi chimiche presenti nel monte. Il fatto che Daniele Silvetti, esponente del centrodestra e sindaco di Ancona dal 2023, abbia assunto certe posizioni politiche durante la sua presidenza dello stesso Parco lascia pensare che non abbia letto attentamente gli articoli, o che li abbia sottovalutati. Un'altra ipotesi è che li abbia letti e intenda in ogni caso condurre una politica allineata alle posizioni dell'estrema sinistra, che del parco ha sempre fatto il proprio principale cavallo di battaglia. Il presente volume, in ogni caso, aggiunge un ulteriore valore storico all'area del Conero e potrà essere utile a tutte le forze politiche locali: anconetane e marchigiane, di destra, di centro e di sinistra.

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Arriva una storia completa della base NATO del monte Conero. Rispetto alle prime versioni di questa inchiesta (La porta dell'ade), non si tratta più tanto di un giallo dai contorni oscuri, quanto di un'analisi geopolitica (parola molto in voga) del progetto militare del Conero, con un percorso che è risultato coerente dall'inizio alla fine. Non ci si muove più, ormai, su ipotesi, bensì sulle molte certezze ricavate dal ritrovamento dei documenti cecoslovacchi. L'ossatura del testo può essere rappresentata dagli articoli del Carlino del 1984, perché, a ben guardare, nell'inchiesta come nella storia stessa dell'area militare si ritrova quella connessione tra missili e brigate rosse, ossia un inedito scontro, o incontro, tra militari e terrorismo che fu ipotizzato per la prima volta dal vice-caporedattore del Resto del Carlino di Ancona, Alfredo Mattei, e di conseguenza dalle sue fonti: i carabinieri che indagarono sul caso Guanti, esponente dei Verdi che poi fu assolto con formula piena. Certamente siamo lontani dallo scrivere la parola fine su questo argomento, perché la base del Conero è un ottimo punto di partenza per allargare l'analisi in più direzioni: sia verso il terrorismo degli anni di piombo e i suoi veri mandanti politici, sia verso la sempre più probabile interconnessione tra il mondo militare della guerra fredda e la direzione strategica delle Brigate Rosse, della quale la colonna marchigiana appare sempre più come elemento centrale. Sotto il profilo politico vanno sottolineati, altresì, alcuni aspetti importanti. Dalla presente rielaborazione dell'analisi emerge sostanzialmente un'incompatibilità tra il Parco del Conero e l'area militare e quindi non può non essere presente nel testo una critica implicita verso chi volle far nascere il parco nel 1987 (il PCI, nel caso specifico), pur sapendo che pochi anni prima in città si parlava di missili e armi chimiche presenti nel monte. Il fatto che Daniele Silvetti, esponente del centrodestra e sindaco di Ancona dal 2023, abbia assunto certe posizioni politiche durante la sua presidenza dello stesso Parco lascia pensare che non abbia letto attentamente gli articoli, o che li abbia sottovalutati. Un'altra ipotesi è che li abbia letti e intenda in ogni caso condurre una politica allineata alle posizioni dell'estrema sinistra, che del parco ha sempre fatto il proprio principale cavallo di battaglia. Il presente volume, in ogni caso, aggiunge un ulteriore valore storico all'area del Conero e potrà essere utile a tutte le forze politiche locali: anconetane e marchigiane, di destra, di centro e di sinistra.

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Pagina's: 222, Paperback, Independently published


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  • 9798262479382
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