Giuseppe Scalise è un musicista calabrese la cui vita di privilegio e vizi implode dopo la morte del nonno Rosario. Ridotto a essere il bersaglio dell'invidia e della cupidigia dei parenti, è vittima di un attentato che lo costringe a fingere la propria morte e a fuggire da una Calabria violenta e famelica. A Roma trova rifugio nella "Compagnia", un gruppo eterogeneo di coinquilini e operatori di un centro diurno per persone con disabilità, dove Giuseppe, sotto false generalità, impara il valore dell'amicizia, della solidarietà e del lavoro quotidiano: dal bar al centro, dalla musica alle relazioni affettive. Il romanzo intreccia la riscossa personale con il tema della comunità: la ricostruzione di un centro devastato da un incendio vandalico diventa il progetto che unisce artisti, operatori e familiari, fino a un concerto di beneficenza che vuole trasformarsi in un'accademia d'arte inclusiva. Tra amori complicati, tradimenti, legami LGBT, fughe, delitti e ritorni, Giuseppe dovrà affrontare la resa dei conti con la sua famiglia d'origine per riappropriarsi di ciò che gli spetta e decidere quale vita vuole veramente. La narrazione muove tra la Roma popolare - Garbatella, periferie, bar - e la Calabria aspra e luminosa, indagando l'identità, il riscatto e il prezzo della libertà sociale in una prosa che mescola dramma, tensione e humor amaro.
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