:: NUOVA EDIZIONE:: La Figlia Negata è un romanzo molto forte, ricco di sentimenti, che unisce gli elementi del dolore struggente di un padre a quelli emozionanti e misteriosi di una storia sepolta dall'indifferenza. Ettore, un giornalista investigativo, viene incaricato dal suo capo, il Direttore di una testata locale, di indagare sulla misteriosa scomparsa di un uomo, che viveva da solo in una grande villa sul mare. Durante le sue indagini scopre, in una vecchia scrivania, un lungo manoscritto. È Il diario di un padre devastato dal dolore della perdita della sua unica figlia, una dolce bambina innocente, trasformata in arma di ricatto economico e affettivo da Ludmilla, una sciagurata donna priva di scrupoli. Il giornalista legge avidamente il diario e rimane impressionato e commosso dalla vicenda umana del malcapitato padre. Decide, allora, di portare queste memorie al suo capo, che le pubblicherà senza alterare forma né contenuti. Nel frattempo, Ettore viene incaricato di risolvere il mistero, per ritrovare questo galantuomo, che sembra svanito nel nulla. >NOTE DELL'AUTORE: UN ROMANZO DIVISIVO Il romanzo divisivo ha un grande vantaggio: screma il suo pubblico, ovvero lo seleziona. C'è chi ne parla benissimo e chi malissimo. Ed è giusto che sia così, perché la lettura di una storia simbolica, che si trascina dei significati reconditi, nascosti, suscita nel lettore ancoraggi mentali che rimandano, probabilmente, alla sua storia personale, laddove se ne sente inconsapevole protagonista. Narrare una storiella che parla di buoni sentimenti, di unicorni, di fiabe e di fate incantate è facile. Scrivere, invece, una storia che reca una testimonianza umana scomoda, è difficile. >"La figlia negata" è un romanzo DIVISIVO, io lo definisco tale, perché ha suscitato reazioni contrastanti. Io, come autore, sono lieto e fiero di aver dato voce alla sofferenza di un padre. Di un uomo, di uno di quei tanti invisibili, colpiti dal sistema imperante dei nostri stereotipi sociali, che relegano l'uomo a carnefice e la donna ad eterna vittima. "La figlia negata" racconta una storia inversa. Mi fa piacere che ci siano stati lettori e lettrici che ne hanno tessuto le lodi. Ne hanno capito lo spirito e la sensibilità, la forza narrativa, la potenza della testimonianza, il simbolismo. Io ho sempre immaginato il libro "La figlia negata" come un ideale termometro che misura la sensibilità e l'empatia del lettore. È stato scritto proprio per questo. E ne vado fiero di averlo scritto. L'autore Paolo Cotroneo
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