Una civiltà che smette di generare è una civiltà che ha smesso di credere nel futuro. In un mondo che accumula informazioni ma rinvia la responsabilità, mettere al mondo un figlio, piantare un albero e consegnare una parola capace di diventare vita tornano a essere gesti radicali di trasmissione. Dal Logos al dabar, dal Nommo all'ase, dalla rettificazione confuciana dei nomi al Tao e alla crisi demografica, La fine del mondo, senza figli esplora la generazione come atto biologico, spirituale, educativo e civile. Il libro mostra come la proceduralizzazione dell'esistenza e il rinvio perpetuo indeboliscano il coraggio di creare, allevare e consegnare un mondo. Sviluppato da Nicola Christian Rinaldi e varie AI nel Progetto Moseshai, è una cosmologia pratica della trasmissione e della responsabilità, per chi rifiuta di essere l'ultimo anello della catena.
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