Che cosa resta di noi quando smettiamo di scappare? Marco ha superato i quarant'anni e si trova ad Atene, in una stanza d'albergo, all'alba. È un presente sospeso, quieto, apparentemente risolto. Da lì, come da una soglia, si apre un lungo viaggio nella memoria che riporta il lettore indietro nel tempo, fino ai suoi vent'anni, quando tutto sembrava ancora possibile e, allo stesso tempo, irrimediabilmente fragile. >Tra amori intensi e incompiuti, rapporti familiari complessi, figure di mentori inattesi e antagonisti silenziosi, Marco si confronta con le proprie paure più profonde: il bisogno di approvazione, la difficoltà di scegliere per sé, il peso di un passato che chiede di essere riconosciuto. Ogni incontro, ogni dialogo, ogni luogo diventa uno specchio che lo costringe a guardarsi con maggiore onestà. Costruito su un continuo dialogo tra presente e ricordo, il romanzo procede come un attraversamento interiore, in cui il tempo non è lineare ma circolare, e il cambiamento avviene in modo lento, carsico, spesso invisibile. La fragilità, lungi dall'essere una debolezza, si rivela progressivamente come una forma di forza silenziosa, capace di aprire nuove possibilità di senso. La Forza dei Giorni Fragili non è solo un romanzo di formazione, ma una riflessione profonda sull'identità, sul lavoro, sull'amore e sul coraggio di tornare. Tornare non per riprendere ciò che si è lasciato, ma per riconoscere ciò che non ci appartiene più. È un libro per chi ha sentito il bisogno di allontanarsi per capire chi fosse diventato, e per chi sta imparando che crescere non significa smettere di cadere, ma imparare a leggere con consapevolezza i propri giorni fragili.
AmazonPagina's: 213, Paperback, Independently published
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