Non viviamo nell'epoca del mercato. Viviamo nell'epoca della continuità.La modernità economica si racconta spesso come storia di libertà dei mercati, innovazione, crescita e globalizzazione. Ma ogni grande crisi rivela una verità più profonda: il capitalismo moderno non è stabile perché ha eliminato la fragilità. È stabile perché ha imparato a organizzarla.In questo saggio ambizioso e rigoroso, Fabrizio De Simone ricostruisce la genealogia della stabilità economica moderna: dalla sospensione della convertibilità della sterlina nel 1797 al Gold Standard, dal New Deal a Bretton Woods, dalla fine dell'ancoraggio aureo del dollaro nel 1971 alla finanziarizzazione globale, dalla crisi del 2008 alla pandemia, dalla guerra in Ucraina alla competizione sui semiconduttori.Il libro mostra come moneta, debito, banche centrali, mercati finanziari, energia, tecnologia, catene globali del valore e infrastrutture geopolitiche non siano semplici strumenti tecnici, ma dispositivi attraverso cui l'ordine contemporaneo produce continuità. Quando una banca fallisce, quando una valuta entra in crisi, quando una catena logistica si interrompe o quando una guerra trasforma l'energia in arma politica, ciò che emerge non è l'autonomia del mercato, ma l'esistenza di un complesso sistema di stabilizzazione.Al centro del libro vi è una tesi forte: la sovranità non è un attributo uniforme degli Stati, ma una capacità graduata. Alcuni Stati possono emettere la moneta in cui il mondo si indebita, sostenere il proprio debito, garantire liquidità, controllare infrastrutture critiche e trasformare la crisi in occasione di comando. Altri devono negoziare le condizioni della propria sopravvivenza. La sovranità, dunque, non si proclama. Si misura.Attraverso casi storici e geopolitici - Messico 1982, Asia 1997, eurozona, Stati Uniti, Iran, Venezuela, Cina, energia europea, sanzioni, semiconduttori - La Sovranità Imperfetta interpreta il capitalismo contemporaneo come un ordine della fragilità amministrata: un sistema che non cancella le crisi, ma le assorbe, le rinvia, le distribuisce e le trasforma in nuove forme di potere.Non è un pamphlet ideologico, né un manuale tecnico. È un grande saggio di economia politica, storia economica e geopolitica contemporanea, rivolto a lettori interessati a comprendere come funziona davvero il potere nell'economia globale.Perché il problema centrale del nostro tempo non è soltanto la crisi come eccezione, ma la continuità come costruzione politica permanente. E chi governa quella costruzione governa una parte decisiva del mondo.La modernità economica non elimina la fragilità. La organizza
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