Tutto cominciò con un macellaio di Nottingham, una birra e una frase: "Saremo una squadra di diavoli."Era il 16 dicembre 1899. In un ristorante vicino al Duomo di Milano, con la nebbia fuori e una ventina di uomini intorno ai tavoli, Herbert Kilpin scelse il rosso e il nero e fondò qualcosa che non avrebbe mai finito di stupire il mondo.Questa non è una storia di statistiche e di trofei.È la storia di Gunnar Nordahl, il gigante svedese che segnò 225 gol e imparò a fare il risotto alla milanese. Di Nereo Rocco, il Paròn triestino che accese una sigaretta dopo aver vinto la Coppa dei Campioni a Wembley e disse ai giornalisti: "Me sento che go fame. Porteme qualcosa da magnar." Di Gianni Rivera, il Bambino d'Oro che dopo una sconfitta ingiusta disse che la palla rotola sempre dalla stessa parte - e tutta l'Italia capì cosa intendesse. Di Franco Baresi, che a ventun anni disse no alla Juventus e rimase in Serie B per fedeltà. Di Ruud Gullit con le treccine e Marco Van Basten con il pallonetto più bello della storia. Di Frank Rijkaard, che nascose un contratto nelle mutande per portarlo fuori dal Portogallo su un aereo privato scortato dalla polizia. Di Kakà, che ringraziava sempre Dio prima di tutto il resto. Di Filippo Inzaghi, mezzo stirato, che segnò una doppietta in finale di Champions League. Di Zlatan Ibrahimovic, che alla Curva Sud disse semplicemente: "Sono venuto qui per vincere."È la storia di Silvio Berlusconi, che arrivò a Milanello in elicottero con la visione di chi non ha dubbi. Di Arrigo Sacchi, che sognava il fuorigioco nel sonno e insegnò al mondo intero cosa significasse giocare a calcio insieme. Di Carlo Ancelotti, che gestiva i campioni con la pazienza di un padre e vinse due Champions senza mai alzare la voce.È la storia della Final Verona, di Istanbul, di Atene. Delle notti che non si dimenticano - quelle trionfali e quelle che strappano il cuore.È la storia di una città, Milano, e di come un club fondato da stranieri sia diventato il simbolo di tutto quello che questa città sa essere quando vuole: ambiziosa, internazionale, capace di costruire bellezza nel mezzo del caos. Sette Coppe dei Campioni. Diciannove scudetti. Otto Palloni d'Oro assegnati a giocatori rossoneri. Centoventisette anni di storia. Dalla Fiaschetteria Toscana del 1899 alla Milano del 2026, passando per Wembley, Buenos Aires, Manchester, Istanbul e Atene - questa è la narrazione più completa e più appassionata mai dedicata al Milan. Non per addetti ai lavori, non per soli tifosi. Per chiunque ami le grandi storie. Per chiunque abbia mai visto qualcosa di bello su un campo di calcio e si sia chiesto: come è possibile? La risposta è qui dentro.
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