Le lesioni cerebrali possono presentarsi in diverse forme; tali condizioni insorgono a seguito di traumi meccanici, quali le lesioni cerebrali traumatiche (TBI), oppure in seguito all'esposizione a diverse sostanze stupefacenti ricreative, quali l'MDMA, la metanfetamina o la cocaina. Recenti scoperte hanno fornito alcuni dati preliminari che indicano come le lesioni cerebrali e i danni causati dall'abuso di sostanze stupefacenti possano condividere uno o più percorsi comuni che portano al danno delle cellule neuronali. Tali vie potrebbero essere mediate dall'attivazione delle famiglie di proteasi: i sistemi pronecrotici delle calpaine e quelli proapoptotici delle caspasi. Queste proteasi possono agire su una serie di substrati, tra cui le proteine del citoscheletro; i prodotti di degradazione di tali proteine possono quindi essere utilizzati come biomarcatori delle lesioni cerebrali (sia meccaniche che chimiche). Il campo della proteomica si è affermato come una nuova disciplina per l'identificazione dei biomarcatori, che consente di decifrare l'espressione proteica a concentrazioni molto basse. Tenendo presente questo, l'approccio neuroproteomico è stato applicato per identificare le alterazioni differenziali dei marcatori proteici coinvolti in due modelli sperimentali di trauma cranico, nonché nell'abuso di sostanze stupefacenti, che hanno mostrato un'elevata somiglianza nei meccanismi sottostanti che portano al danno neuronale.
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