Quando chiude un oratorio, non chiude un edificio. Chiude un cortile pieno di voci, un doposcuola, una comunità intera. In Italia succede ogni anno, nel silenzio: meno sacerdoti, meno volontari, opere educative che si spengono una dopo l'altra. A Varazze, nel 2012, stava per accadere. Il direttore dell'oratorio salesiano veniva trasferito e nessun confratello poteva sostituirlo. Davanti alla comunità si aprirono due strade: dispiacersi e lasciar finire, oppure rimboccarsi le maniche. Senza soldi, senza un piano, senza garanzie. Questa è la storia vera della seconda strada. Tredici anni dopo, quell'oratorio dà lavoro a sedici persone a tempo indeterminato, è aperto dodici mesi l'anno e resta pienamente salesiano: guidato da laici insieme ai religiosi, non al loro posto. Non è un libro di teoria. È una prova che si può fare. Emanuele Soffiotto racconta senza abbellimenti come si costruisce il futuro di un'opera educativa: gli strumenti giuridici che servono davvero, il passaggio dal volontariato al lavoro riconosciuto, il rapporto con la congregazione, l'alleanza con il territorio. E anche gli errori, compreso un fallimento raccontato per intero, perché è lì che si impara di più. Dentro il libro trovi: - Il percorso completo, dalla fondazione all'impresa sociale nata con diecimila euro- Un capitolo dedicato a chi guida ispettorie, diocesi e congregazioni- Il Manifesto delle Opere Vive: dieci convinzioni per chi non si rassegna- L'autodiagnosi in dieci domande per capire quanto è solida la tua opera > Il nemico non è nessuno. Il nemico è la rassegnazione. Ora, non dopo.
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