I gatti non obbediscono, non spiegano, non giustificano la propria presenza. Vivono accanto all'uomo mantenendo una distanza che è, insieme, prossimità e libertà. Da secoli, filosofi, scrittori e intellettuali li osservano e, spesso senza dirlo, imparano da loro un altro modo di abitare il mondo.Attraversando venticinque figure del pensiero - da Montaigne a Derrida, da Nietzsche a Colette, da Russell a John Gray - questo libro esplora il gatto come presenza filosofica silenziosa: capace di mettere in crisi l'antropocentrismo, di ridimensionare la ragione, di restituire valore al limite, alla cura, alla convivenza.Pensare con i gatti non significa farne simboli o maestri morali. Significa accettare una relazione che non si lascia addomesticare, una forma di libertà condivisa che non chiede spiegazioni.Un libro su ciò che i gatti non dicono, ma mostrano. E su ciò che l'uomo può ancora imparare, se smette per un momento di pretendere il centro della scena.
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