Perché persone intelligenti difendono idee fragili? Perché ci accorgiamo con tanta facilità degli errori degli altri e così raramente dei nostri? Perché una convinzione può sembrare più vera solo perché ci rassicura, ci appartiene o ci fa sentire dalla parte giusta? Perché pensiamo male è un saggio chiaro, profondo e accessibile sui meccanismi che deformano il nostro rapporto con la realtà. Non parla di stupidità come colpa personale, né divide il mondo tra lucidi e ingenui. Al contrario, mostra quanto il cattivo pensiero sia umano, quotidiano, spesso elegante nelle sue giustificazioni e molto più vicino a noi di quanto ci piaccia credere. Attraverso bias cognitivi, illusioni della mente, conformismo sociale, pensiero di gruppo, fallacie logiche, narrazioni mediatiche, social media e decisioni irrazionali, il libro accompagna il lettore in un percorso scomodo ma necessario: riconoscere le trappole mentali prima che diventino abitudini, identità, difese automatiche. La mente cerca conferme, semplifica, si aggrappa alle prime impressioni, teme il dubbio, protegge le idee che ci fanno sentire al sicuro. I gruppi amplificano queste tendenze. I media e i social le accelerano. Le parole, le emozioni e le appartenenze possono trasformarsi in lenti deformanti, fino a farci scambiare una narrazione comoda per una prova. >Con uno stile narrativo, umano e documentato, Perché pensiamo male parla a chi vuole capire meglio come ragiona, come sbaglia, come si lascia influenzare e come può imparare a fermarsi un momento prima di credere, reagire, condividere o giudicare. Perché pensare meglio non significa avere sempre ragione. Significa accorgersi prima di quando stiamo costruendo una ragione comoda.
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