Quando John Keats scrisse la sua poesia "Ode su un'urna greca", la dedicò non all'oggetto d'arte greco in sé, ma a tutto ciò che esso rappresentava attraverso le immagini e i valori immortalati che l'urna conservava e misteriosamente celava. Molti anni dopo, un altro scrittore inglese, questa volta postmodernista, si lasciò sedurre dal miraggio circiano della Grecia. Mentre Keats metteva in primo piano gli aspetti classici della specificità e dell'arte greca, Fowles ridisegnò una Grecia selvaggia e contraddittoria, potente e seducente. Attraverso la sua cultura antica, questa immagine eredita il paradigma del mondo contemporaneo, il paradigma dionisiaco. Così il postmodernista Fowles riscopre la Grecia in modo diverso dalla prospettiva tipica, una sirena affascinante e ingannevole alla quale è dedicata l'ode. Il focus di questo studio è su come la Grecia abbia sedotto le creazioni letterarie fowlesiane e su quanto la sua cultura e specificità abbiano influenzato John Fowles. Questo interesse si concretizza rivelando gli aspetti greci che compaiono nel romanzo Il mago e il modo in cui creano nuovi livelli suggestivi del testo fowlesiano.
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