Questo studio costituisce un'analisi del romanzo "Mrs Dalloway" di Virginia Woolf inteso come critica alle strutture ideologiche borghesi nell'Inghilterra del primo dopoguerra. Lo studio sostiene che la frammentazione e il vuoto che caratterizzano le vite dei personaggi non siano meramente personali o psicologici, ma siano materialmente generati dalle contraddizioni della società tardo-capitalista e dall'esaurimento ideologico delle sue forme culturali. La maggior parte delle letture del romanzo si è concentrata sulla crisi individuale di Clarissa Dalloway, sulla giustapposizione della sua vita alla follia di Septimus Smith o sulla sperimentazione modernista del romanzo. Queste letture non offrono una comprensione delle condizioni materiali e ideologiche che generano i dilemmi morali e psicologici affrontati dal soggetto borghese. Il presente studio ha posto tre domande: in che modo "Mrs Dalloway" rappresenta il modo in cui le strutture economiche e ideologiche borghesi plasmano e distorcono la coscienza? In quali forme la visione della frammentazione presente nel romanzo fa eco alle contraddizioni ideologiche generate dalla società capitalista? Perché il romanzo descrive la cultura borghese come vuota e autodistruttiva?
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