I mercati hanno chiuso in rialzo. Lo spread è sceso. Il PIL è cresciuto meno del previsto. Ogni mattina riceviamo queste frasi come se fossero descrizioni della realtà. Non lo sono. Sono costruzioni linguistiche che producono la realtà che pretendono di descrivere - atti di parola che spostano miliardi, determinano politiche, orientano vite.Questo libro smonta il linguaggio della finanza pezzo per pezzo: le etimologie che portano con sé secoli di potere sedimentato, la grammatica che cancella i soggetti responsabili, i miti che sopravvivono sotto la patina della razionalità tecnica, i contratti progettati per essere firmati senza essere capiti. Dalle tavolette cuneiformi di Ur ai CDO sintetici di Citigroup, dalla lettera di cambio medievale al forward guidance della Federal Reserve, il filo è sempre lo stesso: la finanza non usa il linguaggio per descriversi: la finanza è linguaggio, prima ancora di essere qualsiasi altra cosa.Attraverso sei parti e ventotto capitoli, l'autore costruisce una critica che non è né economica né puramente linguistica, ma entrambe le cose insieme: semiotica, filologia, antropologia, teoria letteraria e filosofia al servizio di una lettura realistica. Perché capire come parlano i mercati - le loro metafore, i loro miti, le loro omissioni - è il primo atto che rende concreta qualsiasi alternativa.Capire è già resistere.
AmazonPagina's: 144, Paperback, Independently published
Prijshistorie
* Prijshistorie bevat geen data van Amazon, Amazon Marketplace.
Prijzen voor het laatst bijgewerkt op: