Le matrioske sono oggetti che tutti riconoscono. Poche persone, però, hanno mai pensato a cosa succede quando entrano nella stanza di terapia. Questo volume è la prima guida clinica in lingua italiana dedicata all'uso delle matrioske come strumento mediatore in psicoterapia. Partendo dalle origini storiche della bambola russa, nata nel 1890 nell'atmosfera culturale della colonia artistica di Abramtsevo e attraversando le sue profondità simboliche (il materno, il nascondimento, la stratificazione dell'identità), il testo costruisce una cornice teorica plurale e un repertorio operativo completo per il lavoro clinico. La matrioska, in queste pagine, non è un gioco. È uno strumento che traduce in oggetto fisico ciò che la psicoterapia cerca di fare attraverso le parole, quello di dare forma all'invisibile, avvicinarsi a ciò che è nascosto con cura e rispetto, permettere che le diverse parti di una persona o di un sistema relazionale, possano finalmente stare insieme in un unico campo visivo. La bambola grande accoglie le bambole piccole nel suo spazio interno e le custodisce con delicatezza. Rimane fedele alla propria forma mentre offre un luogo sicuro in cui le parti più piccole possono trovare riparo. La sua presenza diventa un grembo che sostiene senza confondersi, una casa che protegge senza perdere la propria identità. In questo gesto si manifesta il contenimento, che è la capacità di tenere dentro senza trattenere e di dare spazio senza smarrirsi.
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