Ci sono stagioni della vita che non tornano. E ce ne sono altre che non smettono mai di abitarti. Sebastiano ha diciotto anni e un esame di maturità davanti. Ma l'esame vero lo ha già affrontato molto prima, quando la vita ha iniziato a togliere invece che a promettere. Un gruppo di amici che si incrina. Notti che diventano troppo lunghe. Garage chiusi, bagni all'alba, silenzi che pesano più delle parole. Morti improvvise che non fanno rumore mediatico, ma scavano dentro e restano. La scuola continua. Le interrogazioni, le occupazioni, le assemblee. I professori parlano di Dante e di rivoluzioni finite da decenni mentre fuori il mondo cambia e dentro qualcosa si rompe. Il corpo va avanti, la testa no. Poi c'è Stella. >Tra spiagge d'inverno, salsedine che entra dalle finestre, aule occupate e stanze dove si varcano soglie invisibili, prende forma una storia di formazione autentica, ruvida, senza compiacimenti. Un luogo dove andare è un romanzo generazionale ambientato negli anni Novanta, ma parla a chiunque abbia conosciuto il disagio prima ancora di saperlo nominare. È il racconto di: - amicizie che si spezzano senza spiegazioni- amori che diventano ancoraggi- conflitti familiari silenziosi- la difficoltà di restare quando sarebbe più facile fuggire- la scrittura come atto di sopravvivenza Non è un romanzo sulla nostalgia. Non è un romanzo sul suicidio. Non è un romanzo sulla scuola. È un romanzo sul passaggio. Sul momento esatto in cui capisci che nessuno ti salverà al posto tuo. >Intimo, fisico, attraversato da odori, luce, pelle, carta e mare, questo libro segue il ritmo del corpo prima ancora che quello degli eventi. Per chi ha vissuto gli anni Novanta. Per chi si è perso almeno una volta. Per chi ha amato senza riuscire a dirlo fino in fondo. Per chi cerca ancora - dentro o fuori di sé - un luogo dove andare.
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