Uno studio giurisprudenziale sul rapporto tra buddhismo e diritto esplora il profondo legame tra la filosofia buddhista e il pensiero giuridico, mettendo in luce l'influenza degli insegnamenti del Buddha sulla giustizia, la governance, l'etica, i diritti umani e lo Stato di diritto. Il libro esamina concetti buddisti fondamentali quali Dhamma, Vinaya, Karü¿ (compassione), Mett¿ (amore benevolo), Ahi¿s¿ (non violenza) e Samat¿ (uguaglianza), analizzandone il significato all'interno del discorso giurisprudenziale. Esplora inoltre gli ideali di Dhammar¿j¿ e Dasa R¿ja Dhamma come fondamenti di una governance etica e di una leadership responsabile. Attraverso uno studio delle tradizioni giuridiche buddiste e del loro sviluppo storico, l'opera dimostra come i principi buddisti abbiano contribuito ai sistemi giuridici, all'armonia sociale e alla ricerca della giustizia. Colmando il divario tra le discipline del diritto, della filosofia, della religione e della governance, il libro offre preziose intuizioni sulla continua rilevanza della giurisprudenza buddista nell'affrontare le sfide contemporanee relative alla dignità umana, all'uguaglianza, alla giustizia sociale e alla governance etica.
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