Vicende di fede, coraggio e memoria: Cinque storie uomini speranze
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Bol
Il libro riunisce testi narrativi ambientati in epoche distinte. "La chiesa sul fiume - Memorie perdute di un imperatore" ricostruisce in forma letteraria una spedizione immaginaria dell'imperatore Carlo Magno nella Val di Chienti, finalizzata al recupero di una reliquia attribuita all'apostolo Pietro. "La croce di San Flaviano" attraversa la storia della valle del Potenza dal martirio del vescovo Flaviano fino alle tensioni tra Macerata e Recanati nel Trecento. La reliquia della croce accompagna comunità, magistrati romani e cristiani perseguitati, diventando un segno custodito nei secoli. Attorno ad essa si muovono personaggi reali e figure narrative che mostrano il peso delle rivalità civili e religiose. "Quando il tempo non è nostro" ripercorre l'avventura di fra' Cassiano e di altri frati cappuccini nella loro missione verso il Tibet dal 1738 al 1742. Un viaggio che richiese coraggio e lungimiranza, dove la fede si intrecciò con la conoscenza: imparare lingue, curare malati, condividere vita e cultura, con la stessa audacia che animò Matteo Ricci in Cina. "La croce e la coccarda - Storia di un amore difficile", è ambientato nel contesto del sacco di Macerata del 1799. La vicenda si concentra su due figure contrapposte per ideologia ma unite da un legame affettivo: Lucia, insorgente fedele alla tradizione religiosa, e Andrea, giacobino repubblicano. "La libertà non si mendica" si svolge tra il 1817 e il 1849: segue le vicende di Felice De Angelis, figlio di Andrea in due momenti chiave del Risorgimento: il primo moto carbonaro a Macerata e la difesa della Repubblica Romana a Roma. "L'ultimo inizio" segue l'ultimo tratto di vita di Felice De Angelis. L'arrivo di Rosario, un giovane calabrese spaventato dalla leva, mette alla prova il suo senso morale. Aiutandolo, Felice ritrova un senso più profondo del dovere e della compassione. "Non vuole che se ne parli" intreccia memoria storica e resistenza civile, seguendo le vicende della famiglia ebraica Levi-Benvenisti durante le persecuzioni nazifasciste in Italia. Attraverso la rete clandestina costruita da Tullio Colsalvatico, il racconto narra fughe, nascondigli, documenti falsi, gesti di coraggio e scelte dolorose.
Il libro riunisce testi narrativi ambientati in epoche distinte. "La chiesa sul fiume - Memorie perdute di un imperatore" ricostruisce in forma letteraria una spedizione immaginaria dell'imperatore Carlo Magno nella Val di Chienti, finalizzata al recupero di una reliquia attribuita all'apostolo Pietro. "La croce di San Flaviano" attraversa la storia della valle del Potenza dal martirio del vescovo Flaviano fino alle tensioni tra Macerata e Recanati nel Trecento. La reliquia della croce accompagna comunità, magistrati romani e cristiani perseguitati, diventando un segno custodito nei secoli. Attorno ad essa si muovono personaggi reali e figure narrative che mostrano il peso delle rivalità civili e religiose. "Quando il tempo non è nostro" ripercorre l'avventura di fra' Cassiano e di altri frati cappuccini nella loro missione verso il Tibet dal 1738 al 1742. Un viaggio che richiese coraggio e lungimiranza, dove la fede si intrecciò con la conoscenza: imparare lingue, curare malati, condividere vita e cultura, con la stessa audacia che animò Matteo Ricci in Cina. "La croce e la coccarda - Storia di un amore difficile", è ambientato nel contesto del sacco di Macerata del 1799. La vicenda si concentra su due figure contrapposte per ideologia ma unite da un legame affettivo: Lucia, insorgente fedele alla tradizione religiosa, e Andrea, giacobino repubblicano. "La libertà non si mendica" si svolge tra il 1817 e il 1849: segue le vicende di Felice De Angelis, figlio di Andrea in due momenti chiave del Risorgimento: il primo moto carbonaro a Macerata e la difesa della Repubblica Romana a Roma. "L'ultimo inizio" segue l'ultimo tratto di vita di Felice De Angelis. L'arrivo di Rosario, un giovane calabrese spaventato dalla leva, mette alla prova il suo senso morale. Aiutandolo, Felice ritrova un senso più profondo del dovere e della compassione. "Non vuole che se ne parli" intreccia memoria storica e resistenza civile, seguendo le vicende della famiglia ebraica Levi-Benvenisti durante le persecuzioni nazifasciste in Italia. Attraverso la rete clandestina costruita da Tullio Colsalvatico, il racconto narra fughe, nascondigli, documenti falsi, gesti di coraggio e scelte dolorose.
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