Voce astutata: Romanzo della memoria che resta
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Tenere senza usare è un modo umano antichissimo. A settantacinque anni, Ada Ferrante registra la sua quarantasettesima sessione nella cabina di Palermo. Lo fa da quattro mesi, da quando ha cominciato a perdere parole, una al giorno. Prima il nome dei colori. Poi quello di un fruttivendolo. Adesso, ogni tanto, anche quello di sua figlia. SOLCO, il sistema sanitario nazionale, rileva una micropausa di trecentoventitré millisecondi prima di ogni nome proprio. Lo classifica come flessione lessico-anaforica anteriore - un segnale di malattia che precede i sintomi clinici di mesi, talvolta di anni. Marta Ferrante è mediatrice linguistica nel sistema. È figlia di Ada. Lavora con le voci di centottantasette pazienti deceduti - voci registrate, conservate, ascoltate da chi non le ha mai sentite in vita. E quando una commissione regionale le chiede di portare avanti una proposta nuova - una terza opzione fra cancellare e usare, da chiamare voce a riposo - Marta si trova di fronte alla stessa domanda con cui convive da quattro mesi sulla cucina di sua madre: cosa resta di noi quando le parole ci lasciano? Voce astutata è un romanzo di narrativa speculativa ambientato fra Palermo e Aspra. In tre parti - Le voci, Le eco, Il silenzio - racconta la storia di tre presenze: una madre che dimentica, una figlia che ascolta per mestiere, e un sistema che ha imparato a sentire ma non ancora a chiedere. Il libro è in italiano con inserti di siciliano palermitano non glossati.
Tenere senza usare è un modo umano antichissimo. A settantacinque anni, Ada Ferrante registra la sua quarantasettesima sessione nella cabina di Palermo. Lo fa da quattro mesi, da quando ha cominciato a perdere parole, una al giorno. Prima il nome dei colori. Poi quello di un fruttivendolo. Adesso, ogni tanto, anche quello di sua figlia. SOLCO, il sistema sanitario nazionale, rileva una micropausa di trecentoventitré millisecondi prima di ogni nome proprio. Lo classifica come flessione lessico-anaforica anteriore - un segnale di malattia che precede i sintomi clinici di mesi, talvolta di anni. Marta Ferrante è mediatrice linguistica nel sistema. È figlia di Ada. Lavora con le voci di centottantasette pazienti deceduti - voci registrate, conservate, ascoltate da chi non le ha mai sentite in vita. E quando una commissione regionale le chiede di portare avanti una proposta nuova - una terza opzione fra cancellare e usare, da chiamare voce a riposo - Marta si trova di fronte alla stessa domanda con cui convive da quattro mesi sulla cucina di sua madre: cosa resta di noi quando le parole ci lasciano? Voce astutata è un romanzo di narrativa speculativa ambientato fra Palermo e Aspra. In tre parti - Le voci, Le eco, Il silenzio - racconta la storia di tre presenze: una madre che dimentica, una figlia che ascolta per mestiere, e un sistema che ha imparato a sentire ma non ancora a chiedere. Il libro è in italiano con inserti di siciliano palermitano non glossati.
AmazonPagina's: 203, Paperback, Independently published
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