Gli anni '80 segnano una svolta importante nel funzionamento dei mercati finanziari internazionali. Al fine di finanziare i loro crescenti deficit di bilancio, i paesi sviluppati elevano la liberalizzazione a vera e propria dottrina e procedono a una profonda deregolamentazione del loro sistema finanziario. Questa apertura dei mercati nazionali alla globalizzazione è accompagnata da un conseguente boom dell'ingegneria finanziaria. Nascono nuove categorie di strumenti finanziari, tra cui quella dei prodotti derivati. Apparsi negli anni '70, questi strumenti conosceranno uno sviluppo spettacolare fino a rappresentare, all'inizio degli anni 2000, 785.000 miliardi di dollari di attività a livello mondiale. La complessità e la diversità degli strumenti derivati rendono difficile la loro comprensione giuridica. Questa assenza di un quadro giuridico, nonché l'opacità che circonda gli strumenti derivati a causa della loro eccessiva tecnicità, hanno portato a un uso improprio degli stessi per scopi ormai fraudolenti. La discrezione propria di questi strumenti ha in particolare permesso acquisizioni di controllo striscianti all'interno delle società quotate.
AmazonPagina's: 56, Paperback, Edizioni Sapienza
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