Il testo si colloca all'incrocio tra la farsa napoletana tradizionale e il teatro d'evocazione morale/metafisico. Patrone recupera la struttura classica del moral play (le rappresentazioni medievali tese a trasmettere un insegnamento etico) innestandovi la maschera della Commedia dell'Arte (Pulcinella) e il grottesco partenopeo.L'opera ha un andamento ad anello. Inizia e finisce con la condizione miserabile di Eugenio che fa la statua della Morte in strada. Questo espediente narrativo mostra come il destino di Eugenio fosse già segnato e come la sua apparente "ascesa sociale" fosse soltanto un'illusione temporanea o un incubo morale.Mangiare veleno per partorire morte con Il sottotitolo, "Chi vo' 'o mmale 'e ll' ate 'o suojo stà aret' a' porta", richiama la legge del contrappasso e del karma popolare. se si pensa a una messa in scena per la scuola, è perfetto come teatro ragazzi per le scuole secondarie di I e II grado (medie e superiori). Offre un ottimo spunto di riflessione e dibattito su: La tradizione della Commedia dell'Arte e di Pulcinella.Il valore dell'onestà contro l'illusione della ricchezza facile.La metafora della "morte democratica", un tema classico presente anche nella famosa 'A Livella del principe della risata Antonio De Curtis in arte Totò.
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